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Grazie di tutto Scheggia, Zardo, Manu, CJ, Ferra

Grazie di tutto Scheggia, Zardo, Manu, CJ, Ferra

Un momento ricco di emozioni che ogni sportivo deve affrontare. I nostri ragazzi lo hanno vissuto insieme, in pieno spirito RCV. Dopo tante riflessioni e per esigenze diverse Ferra, CJ, Manu, Zardo e Scheggia hanno deciso di chiudere con un derby di fronte a propri tifosi l’esperienza da giocatori.

 

Il più grande, Marco Scheggia Pacchera, è anche tra i cinque quello con la carriera più lunga. Ha praticamente imparato a correre sul nostro campo, quando a soli 4 anni ha iniziato a sfrecciare verso la meta. Dopo tutte le trafile nelle giovanili, sedici anni fa arriva il suo esordio in Prima Squadra, nella stagione 2006/2007. Una piccola parentesi nel Rugby Perugia, poi Scheggia è tornato in Valpo giocando principalmente da estremo. Nel 2017 si è trasferito al West prima di rientrare definitivamente in giallorosso con l’arrivo di coach Thrower. Nelle ultime stagioni ha indossato la maglia numero 9, mettendo a disposizione della squadra rapidità, imprevedibilità e skills individuali di gran livello. Negli anni ha trasmesso i valori del RCV tra generazioni, allenando le nostre squadre giovanili. Tanti dei suoi ragazzi erano infatti a rendergli omaggio nell’ultima battaglia di domenica. All’età di 34 anni ha deciso di fare un passo indietro, ma tutti sappiamo che, in una veste o nell’altra, avremo Scheggia con noi per molto tempo ancora.

 

Un altro numero 9 polivalente e multitasking ha salutato il rugby giocato. Federico Zardo Zardini, 32 anni, è stato per anni l’idolo indiscusso dello spogliatoio. È il giocatore che riporta leggerezza nei momenti di difficoltà, che spinge alla calma e al ragionamento e che diffonde armonia nel gruppo. Qualità mai banali, quelle indispensabili per creare una squadra felice e confidente, capace di uscire unita da ogni situazione. Sapeva adattarsi in tutti i ruoli dei trequarti, grazie alle sue doti da difensore completo e lo stile offensivo talentuoso. Ha iniziato nel minirugby all’età di 6 anni. Dopo essersi “fatto le ossa” in Serie C è stato integrato al Primo XV nella stagione 2013-2014. 4 anni di Serie A, una stagione al West Verona nel 2017-2018, per poi chiudere gli ultimi 3 anni in Serie A. In questa stagione è stato una pedina insostituibile del Primo XV: i coach sapevano di poterlo utilizzare ovunque la squadra avesse bisogno. I tuoi compagni sentiranno fortemente la tua mancanza Zà. Grazie di cuore!

 

Ci ha messo un po’, ma poi ha capito qual era il suo vero sport. Manuel “Cacio, Sissi” Damoli è entrato nel Valpo come giocatore a 16 anni, dopo la carriera giovanile nel calcio. Nel giro di qualche anno si è guadagnato un posto nel Primo XV, con cui alla prima stagione ha raggiunto la promozione in Serie A1. Oggi si è conclusa la decima stagione in Prima Squadra per Manu, che a 30 anni quasi compiuti si è unito al gruppo di amici che hanno salutato i compagni. Una bimba in arrivo dalla sua dolce metà lo ha portato ad assumere la sofferta decisione. Nei primi anni è stato schierato spesso come primo centro, tuttavia la capacità di gestione della squadra e di lettura del gioco hanno portato gli allenatori a consegnargli la maglia numero 10 in più di un’occasione. Tra queste ricordiamo la più importante, quando è stato eletto man of The Match al Payanini Center nell’ultimo derby vinto in casa del Verona, che ha riportato in Valpo la Carli Cup. Si è sempre sacrificato per la sua squadra, di cui è stato anche capitano, e ha rappresentato a pieno la passione e il senso d’appartenenza che ogni giocatore giallorosso cerca di esprimere ogni domenica.

 

Un pilone giallorosso nato da un pilone giallorosso: da Ciccio a Ciccio CJ. Simone Carraro è letteralmente nato in Via Tofane. Da piccolissimo era a sostenere suo padre sugli spalti e a 8 anni indossava già pantaloncini e scarpini. Classe 1993, nel 2012 ha preso posto in prima linea tra i grandi. Parliamo di un pilone mobile e dinamico, bravissimo a dare linee di corsa comode ai compagni. In 10 anni di carriera ha imparato i trucchi della mischia ordinata, facendo soffrire chiunque si trovava di fronte. CJ in campo era di poche parole, tanti fatti, in spogliatoio la sua risata contagiosa può tirare su il morale anche nei momenti peggiori. Sicuramente non un appassionato della fatica (d’altronde parliamo di un pilone), ma se doveva rimanere in campo 80 minuti con supplementari infiniti lui ci restava senza battere ciglio, poi si vendicava al terzo tempo! Sai bene che i giovanissimi hanno bisogno della tua esperienza, quindi pochi fronzoli, ci vediamo al campo Cj!

 

Ultimo per una questione anagrafica, ma primo per il ruolo che il Club, con orgoglio, gli ha affidato negli ultimi due anni, salutiamo e ringraziamo il capitano Francesco Ferra Ferraro. Le energie e la voglia di sacrificarsi per il suo sport non erano terminate, ma un infortunio importante lo ha costretto a preservare prima di tutto la salute. A 18 anni è entrato in punta di piedi nel forte gruppo della stagione 2013/2014. Qualche anno di assestamento, poi la maglia numero 2 da titolare fino al significativo ruolo di capitano. Lancio in touche di alta qualità, cattiveria agonistica e buona capacità di rendersi utile nello spazio lo hanno reso un tallonatore completo e decisamente affidabile. Fuori dal campo parliamo del volontario numero 1 del Club, sempre pronto a dare una mano in ogni occasione. All’interno della sua squadra vuole con apprensione occuparsi di tutti in prima persona: generoso per natura. Il Valpo perde un giocatore scaltro e lucido, quello capace di far respirare la squadra nei momenti giusti, di dare indicazioni istantanee e di tenere alta l’attenzione dei compagni. Fuori dal campo, invece, il Valpo non perde nulla, perché un capitano rimane capitano. Probabilmente vedremo il Ferra al Club con ancora più frequenza, per cui grazie ancora e a presto cap.

 

Nel discorso finale dopo l’ultima partita è entrato nel cerchio dei giocatori anche coach Nane Zanella: una roccia, un punto di riferimento fondamentale per questi ragazzi. Nane ha avvertito tutti: “Senza il rugby siete morti.” Rispettiamo il momento e la decisione dei nostri atleti, tuttavia aspetteremo un po’ prima di definirli “ex”, perché loro mancheranno al campo, ma soprattutto il campo mancherà a loro. I pali da rugby non hanno reti da oltrepassare, in qualsiasi momento si può tirare fuori il paradenti dai calzettoni. E poi… che Valpo sarebbe senza i nostri Old?

Buona fortuna a chi ha scritto un pezzo di storia giallorossa.

Grazie da parte di tutta la vostra famiglia, vi vogliamo bene!

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