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Acchiappiamoci

 

Il nuovo percorso intrapreso dal club di Via Tofane va in direzione di una struttura tecnica più capillare per tutte le categorie, per favorire uno sviluppo e una formazione a 360° dell’atleta e della persona. Ciò vale per le categorie di età adolescenziale Under 14, Under 16 e Under 18, ma anche per i più giovani bambini del minirugby. Che a partire da questa stagione possono contare sul supporto di due nuove figure, Paola Lia e Sofia Rossi, laureate in psicologia ed esperte di psicomotricità.

PSICOMOTRICITÀ

Sviluppata in Francia dal pedagogo ed educatore fisico Bernard Aucouturier, la psicomotricità è una disciplina di supporto alla crescita del bambino: sviluppa e valorizza le sue componenti emotive, intellettive e corporee, attraverso l’azione fisica e l’interazione con i coetanei.

OBIETTIVI

Duplice le linee di azione e di intervento: l’educazione del movimento e l’eduzione attraverso il movimento.

Il primo aspetto riguarda l’area morfologico-funzionale, sviluppata attraverso l’apprendimento di schemi motori e posturali, l’acquisizione delle capacità coordinative e condizionali, e in generale la comprensione delle abilità motorie generali e specifiche.

Nel secondo momento, l’educazione attraverso il movimento, vengono invece coinvolte le aree affettive,cognitive e relazionali: queste vengono sviluppate attraverso esercizi che hanno l’obiettivo di favorire il controllo dell’emotività, stimolare le capacità di iniziativa e di risoluzione dei problemi, sviluppare coerenti comportamenti relazionali.

Il tutto nel contesto ludico ed educativo del minirugby, senza dimenticare la naturale carica di valori positivi che il mondo della palla ovale porta sempre con sé.

LA PRESENTAZIONE

“Il Progetto Acchiappiamoci è un’iniziativa molto importate per il Rugby Club Valpolicella ed è stata fortemente voluta dal Direttore Tecnico Alessandro Zanella – spiega il Responsabile Organizzativo Marco Previato – Dopo un primo momento di confronto, abbiamo scelto di rivolgerci a figure che potessero garantire ai nostri giovanissimi un percorso educativo a 360°, relazionale e umano oltre che atletico: lo sviluppo e l’apprendimento della psicomotricità rispondono perfettamente a queste esigenze”.